Quando il censimento si faceva con i fuochi, l’inedita ricerca dell’associazione

Riproduciamo sul nostro sito, l’articolo della giornalista Adelina Zarlenga, pubblicato oggi sul quotidiano molisano Primo Piano Molise, sull’acquisizione da parte dell’Associazione Amici di Capracotta del Liber Focorum Regni Neapolis, il libro dei nuclei famigliari del Regno di Napoli in epoca aragonese.

 

L'articolo del quotidiano Primo Piano Molise
L’articolo del quotidiano Primo Piano Molise

CAPRACOTTA- Una scoperta inedita è stata fatta dagli “Amici di Capracotta”. Ottanta file contenenti le scansioni di un originalissimo manoscritto risalente al periodo aragonese saranno acquistati dall’associazione del paese, che ha tra le sue finalità il recupero dell’identità cittadina attraverso l’acquisizione di materiale del passato custodito negli archivi pubblici, privati ed ecclesiastici. A darne notizia è Domenico Di Nucci, il presidente del sodalizio, che spiega sul sito internet dell’associazione di essersi imbattuto, durante le sue ricerche, in una tabella dell’Università di Bari, che fa riferimento al “Libro dei nuclei famigliari del Regno di Napoli”, un manoscritto conservato a Genova, in cui si parla di “Crapa Cotta”.  Nel volume c’è la cosiddetta “numerazione dei fuochi”, una sorta di censimento fiscale, che serviva per identificare le varie famiglie del tempo. Era descritto il “capofuoco”, l’età, lo stato civile, l’attività lavorativa dei vari componenti del fuoco, l’elenco delle proprietà, e il tipo di dote che avevano le donne sposate. “Per ogni fuoco- scrive Di Nucci- era stabilita una tassa e il numero dei fuochi determinava la tassa complessiva che l’Università, l’attuale Comune, riscuoteva e pagava alle finanze del regno”. Il primo ad ordinare che fosse eseguita la numerazione dei fuochi, secondo le fonti storiche, fu Alfonso I d’Aragona, detto il magnanimo, che ci pensò nel 1443. Nel documento vengono riportate tutte le terre, le province, i feudi e i loro proprietari, le diocesi, le arcidiocesi, il numero dei fuochi e la tassazione. Insomma, dati di grande rilevanza storica per la comunità di Capracotta, che l’associazione del paesino ha deciso di riportare alla luce. Nei documenti, si parla di undici circoscrizioni provinciali, di cui la più estesa era la “terra di lavoro e del contado di Molise”, di cui faceva parte anche Capracotta e in cui sono registrate 282 terre e trentottomila fuochi. Il paese con il maggior numero di fuochi era Venafro, poi Agnone, Isernia e Campobasso. Agnone e Isernia erano i due comuni demaniali che dipendevano direttamente dal re. Per quanto riguardo il paesino dell’Altissimo Molise, si sa che il feudatario era Antonello d’Eboli e aveva 57 fuochi, cioè 285 abitanti. Il numero delle case era lo stesso del numero dei fuochi. Insomma, una ricerca interessante, che senza dubbio resterà nelle memorie storiche del paese, che così non saranno più perdute.

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