Personaggi capracottesi: il Maestro Alfonso Falconi

Si inaugura oggi il LXXVII Festival del Maggio Musicale Fiorentino con la nuova produzione del capolavoro wagneriano “Tristan und Isolde” presso il Teatro Comunale di Firenze. L’evento ci fornisce lo spunto per ricordare i legami profondi tra il capoluogo toscano e la nostra comunità nella persona di Alfonso Falconi (1859- 1920), protagonista a vario titolo della vita musicale fiorentina del suo tempo. In particolare, pubblichiamo la biografia del Maestro Falconi contenuta in una brochure realizzata dal Comitato “S. Maria di Loreto” in occasione di un concerto per pianoforte organizzato dal Maestro Marcello Cofini nella Chiesa Madre di Capracotta il 4 settembre del 2011 all’interno dei festeggiamenti triennali dell’8 settembre.

Alfonso Falconi
Alfonso Falconi

Alfonso Falconi nasce nel 1859 a Capracotta; per le sue inclinazioni e doti musicali accede al Regio Liceo Musicale “S. Pietro a Majella” in Napoli per studiare pianoforte con Beniamino Cesi e composizione con Paolo Serrao. Insegnerà solfeggio e dettato musicale presso il Regio Istituto Musicale in Firenze, ivi trasferendosi; nel 1906 avrà la nomina per la cattedra di teoria e solfeggio presso il Regio Conservatorio “S. Pietro a Majella” in Napoli, che terrà viaggiando in treno settimanalmente (all’epoca!) per seguire comunque i suoi allievi toscani.

Collabora come redattore e compositore con La nuova musica, rivista fiorentina d’avanguardia. Fonda una sua casa editrice musicale con l’anagramma dei propri nome e cognome Nicola Salonoff e fa stampare musica contemporanea. La sua copiosa opera creativa (conosciuti a tutt’oggi 61 numeri d’opus e almeno altri 25 senza numero, alcuni tra i quali stampati dalle case editrici Gebrüder Hug & Co. di Zürich e D. Rather di Hamburg) si realizza soprattutto al e per pianoforte, incluse le trascrizioni; non mancano azioni melodrammatiche e un’operetta (Guerra alle donne, sic!), musica per orchestra, per quintetto e per quartetto d’archi, per banda, per coro, per voce e pianoforte, per organo. Le forme musicali su cui realizza il suo estro sono spesso riferite (anche esplicitamente) alle forme di musica e danza popolari molisane, abruzzesi e napolitane. L’opera didattica e teoretica comprende trattati di grammatica musicale, solfeggio e teoria musicale, armonia: il suo Metodo per la divisione è ancora adottato e reperibile.

Muore a Firenze nel 1920.