«Confermiamo il nostro impegno per valorizzare Palazzo Capracotta di Ercolano»

Palazzo Capracotta a Ercolano
Palazzo Capracotta a Ercolano
Palazzo Capracotta a Ercolano

«Siamo stati informati da alcuni esponenti del Comitato Promotore che la Città di Ercolano ha aderito alla manifestazione di interesse per competere al titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2018: abbiamo confermato il nostro impegno a organizzare un’iniziativa per promuovere e valorizzare Palazzo Capracotta, il monumentale edificio seicentesco situato nel centro storico del Comune vesuviano».

Domenico Di Nucci, presidente dell’Associazione Amici di Capracotta, ribadisce anche stavolta- dopo quella già espressa in occasione della candidatura di Ercolano al medesimo titolo per gli anni 2016 e 2017- la piena disponibilità da parte del sodalizio culturale altomolisano a fare la propria parte per rilanciare lo storico edificio un tempo residenza estiva della famiglia Capece Piscicelli, Duchi di Capracotta.

La Città di Ercolano ha già partecipato alle finali per l’assegnazione del titolo per quest’anno e quello prossimo, andato rispettivamente a Mantova e Pistoia. Adesso, ci riprova per il 2018. Entro il 15 novembre di quest’anno, una giuria che opera presso il Segretariato Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) vaglierà le candidature selezionando dieci città finaliste. Al momento, le concorrenti sono numerose e importanti: Aliano (Mt), Altamura (Ba), Benevento, Caserta, Chiusi- Orvieto- Viterbo, Comacchio (Fe), Iglesias (Ca), Ostuni (Br), Palermo, Prato, Recanati (Mc), Settimo Torinese (To), Spoleto (Pg) e Vittorio Veneto (Tv).

 «Auguriamo alla città di Ercolano di conquistare il titolo – aggiunge Di Nucci-. Abbiamo già attivato vari contatti per organizzare un convegno sulla storia del Palazzo, della famiglia Capece Piscicelli e dei loro rapporti con Capracotta. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la cultura e le tradizioni della nostra cittadina al di fuori dei confini comunali e regionali».