Umberto Di Giacomo: «Capracotta e la neve: uno storytelling da paura. Chapeau»

Pubblichiamo le riflessioni su Capracotta che ieri mattina Umberto Di Giacomo ha postato sul proprio profilo facebook. È un elogio alla determinazione della comunità capracottese ad affrontare a viso aperto le sfide che ogni anno, da secoli, le pone l’avversario più duro: la natura. Un testo che condividiamo completamente in ogni suo punto.  

Quella che Capracotta sta raccontando negli ultimi anni è una storia. La storia di un piccolo paese, altissimo, isolato, a rischio spopolamento, difficile, tormentato dal gelo, che però con quel gelo deve combattere, tutti gli anni. Da secoli.

La narrazione di quel gelo è stata trasformata in una opportunità comunicativa di marketing territoriale.

Capracotta è l’eroe che ogni anno attende il “Mostro di Ghiaccio”, che sembra quasi soccombere, ma che alla fine vince sempre. E così facendo ha portato l’Italia a provare simpatia, a tifare per lei.

Il paese, quel “Mostro di Ghiaccio”, non lo vuole sconfiggere, sa che fa parte di lui, lo prende per quello che è: la natura. E questa è ormai la sua vera forza.

La neve che soffoca le finestre delle case è arredo urbano, le macchine sepolte sono sculture, le stradine del paese diventano splendidi set fotografici.

Nessuna si lamenta, Capracotta dà, Capracotta toglie. Lì hanno capito che però da Capracotta si può anche “prendere” e tanto.

Stanno facendo un ottimo lavoro, alla faccia dei milionari piani del turismo che vengono scritti dentro gli uffici da grigi burocrati.

Uno storytelling da paura.
Chapeau.

Umberto Di Giacomo