Le emigranti (1889 – 1890)

Uno dei primi impegni burocratici per gli aspiranti emigranti era, oltre all’acquisto del biglietto del viaggio, quello di procurarsi il passaporto per l’espatrio. Nell’archivio fotografico del Cav. Giovanni Paglione, pioniere dell’Ottava arte a Capracotta, ci sono diverse foto in formato fototessera, risalenti al biennio 1889 – 1890, di donne in procinto di partire per raggiungere mariti e padri nel continente americano e ricomporre così la famiglia in quelle terre lontane. Le donne indossano per l’occasione il loro vestito migliore, quello della festa o forse uno prestato da qualche amica o parente, e i gioielli di famiglia. È evidente l’importanza data al corpino per esaltare la figura e la femminilità. Le maniche arricciate anche sui polsi, il colletto alto e accostato, le camicette bianche sono quasi sempre messi in risalto dagli ori di famiglia e da elaborati pizzi lavorati a uncinetto o al tombolo. In quegli anni era molto di moda il cappellino: qui non ce n’è traccia, però sono in bella evidenza le elaborate acconciature. La consapevolezza dell’abbandono degli affetti più cari, la preoccupazione di dover affrontare da sole un lungo viaggio e una nuova vita oltreoceano con tutte le incognite del caso lasciano un’ombra di tristezza sul viso di tutte: sui loro volti non c’è mai un sorriso, quello forse verrà dopo. Secondo i dati in nostro possesso, le emigranti capracottesi sono leggermente più istruite degli uomini. Nel Nuovo Mondo, si occupano della casa e dei figli. Negli Stati Uniti, alcune lavorano come domestiche presso le famiglie benestanti o come cucitrici per le società americane: sono particolarmente ricercate per la loro abilità. In qualche caso, arrotondano il loro magro guadagno affittando le stanze libere delle proprie abitazioni ai compaesani appena arrivati da Capracotta e ai connazionali provenienti dalle altre città italiane. Mantengono anche i rapporti epistolari con i propri parenti oltreoceano inviando spesso, nelle lettere, qualche dollaro ai loro cari a Capracotta e partecipano alla vita comunitaria delle parrocchie statunitensi di lingua italiana contribuendo all’organizzazione delle grandi feste patronali annuali come, per esempio, quelle in onore di sant’Antonio, della Madonna del Carmine e della Madonna di Loreto.

A.V. Castiglione, F. Di Rienzo, B. Lariccia

Dal volume “A la Mèrɘca. Storie degli emigranti capracottesi nel Nuovo Mondo”, AA.VV., Amici di Capracotta, Cicchetti Industrie Grafiche Srl, Isernia, 2017