Capracotta, Prato Gentile e Monte Campo

Foto: Nicola D’Orsaneo

Il Molise, è una terra piccola nelle fattezze ma che racchiude al suo interno molteplici bellezze da scoprire. Una di queste è il comune di Capracotta che con i suoi 1421 m sul livello del mare si aggiudica il secondo posto sul podio dei comuni più alti dell’Appennino. I suoi 885 abitanti godono di una vegetazione florida caratterizzata da boschi di abeti bianchi e faggi che generano panorami inalterati dal tempo e dalla mano dell’uomo. Nonostante le origini medievali, nel corso del tempo e di varie ristrutturazioni ha assunto sembianze più moderne ma passeggiando tra le sue vie i mattoni delle mura, la legna fuori dalle porte, il fumo dei comignoli che invade l’aria pungente, mantengono un forte sapore montano.

In inverno non è difficile imbattersi in paesaggi innevati divenendo così il luogo ideale per gli amanti degli sport sulla neve, è infatti nota per i suoi due importanti impianti: uno per lo sci alpino in località Monte Capraro e Monte Campo predisposti di seggiovia e l’altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile, dove si svolsero nel 1997 i Campionati assoluti gli sci di fondo appunto. E per chi non avesse questa passione ma volesse semplicemente perdersi tra suggestivi angoli di pace, una tranquilla ciaspolata sortirebbe i medesimi effetti benefici.

Allo stesso modo la stagione estiva non mancherebbe di stupire, la natura spogliata del manto nevoso si concede lussureggiante nel verde dei prati e nelle innumerevoli sfumature floreali senza mai stancarsi di percorrerli. Un luogo da non tralasciare è il Giardino della flora appenninica posta a 1525 m e che si estende per oltre dieci ettari fino ad arrivare nel versante nord di Monte Campo. Si tratta di un orto botanico naturale in grado di ospitare e tutelare diversi habitat naturali grazie a diversi terreni disponibili. Rappresenta un esempio di vero amore per il proprio turismo naturalistico tanto da essere continuamente impegnato nella tutela della biodiversità.
Ma dopo aver girato e faticato anche il palato è giusto che venga soddisfatto e l’aspetto culinario fa di questo posto un eccellenza. Proprio d’estate, nella prima domenica d’agosto a Prato Gentile è tradizione gustare la Pezzata, piatto d’altri tempi legato alla transumanza, caratterizzato da agnello alla brace e da pecora bollita con erbe aromatiche seguendo le ricette originali dei pastori, tutt’intorno ai grossi calderoni usati per cuocere suddette prelibatezze, i gruppi folcloristici animano con musica e canzoni, ed è una gran festa per tutte le età.

Insomma la quiete e il silenzio dell’inverno per un giorno, lasciano il posto a momenti di sana euforia. Ed è bene goderne perché come si dice da queste parti: “Alla prima acqua di agosto rimetti il busto”. Cioè alle prime piogge di agosto rimetti vestiti pesanti, perché l’estate sta finendo. Le stagioni si ripetono com’è giusto che sia, ma questi luoghi trasmettono sensazioni sempre nuove e positive e una cosa è certa, quando si ha la fortuna di conoscerli si fa molta fatica ad andar via.

Irma Alleva

Fonte: magazine.dooid.it