Referendum istituzionale del 2 giugno 1946: quando a Capracotta vinse la Monarchia

La Festa della Repubblica è una giornata celebrativa nazionale italiana istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana. Si festeggia ogni anno il giorno 2 giugno, data del referendum istituzionale con cui gli italiani nel 1946 furono chiamati alle urne per decidere la forma di Stato (monarchia o repubblica) da dare al Paese al termine della Seconda Guerra Mondiale.

A livello nazionale, la Repubblica ottenne 12.717923 voti (54,3%) e la Monarchia 10.719284 (45,7%). Il risultato fu comunicato il 10 giugno del 1946 e il 18 giugno di quello stesso anno la Corte di Cassazione, dopo 85 anni di Regno, sancì la nascita della Repubblica Italiana.

A Capracotta, la consultazione popolare, in quel 2 (e 3) giugno del 1946, premiò la Monarchia. Su 2198 aventi diritto, si recarono alle urne 1717 elettori (78,12). I voti validi furono 1583; le schede non valide (bianche + nulle): 134. La Monarchia ottenne 1099 preferenze (69,43%); la Repubblica si fermò a 484 voti (30,57%).

Una tendenza questa che si confermò in tutti i dodici Comuni dell’Alto Molise (Monarchia: 9887 voti pari al 71,52%; Repubblica 3937 voti pari al 28,48%). La vittoria della Monarchia fu schiacciante in quasi tutti i borghi del comprensorio: Sant’Angelo del Pesco (86,47%), Pescopennataro (86,16%), Castel del Giudice (81,18%), San Pietro Avellana (78,98%), Carovilli (74,94%), Pietrabbondante (74,07%), Agnone (73,02%), Belmonte del Sannio (72,74%), Capracotta (69,43%) e Poggio Sannita (62,03%). Castelverrino, all’epoca, rientrava amministrativamente nel Comune di Pietrabbondante e ne condivise le urne. Più combattuta fu la consultazione, invece, a Vastogirardi dove la Monarchia vinse ma solo con il 54,47%.

Contemporaneamente al referendum istituzionale, si tennero negli stessi giorni (2 e 3) di quel giugno del 1946 anche le prime elezioni politiche italiane dopo la caduta del Fascismo. A Capracotta vinse l’Unione Democratica Nazionale con 685 voti (44,65%), una lista elettorale composta da vari partiti moderati di ispirazione prevalentemente liberale: l’Alleanza Democratica della Libertà di Arturo Labriola, la Democrazia del Lavoro, il Partito Liberale Italiano e l’Unione Nazionale per la Ricostruzione di  Francesco Saverio Nitti. Al secondo posto, si collocò la Democrazia Cristiana con 664 preferenze (43,29%), seguita dal Psiup (72 voti pari al 4,69), dal Fronte dell’Uomo Qualunque (49 voti pari al 3,19%), dal Pci (24 voti pari all’1,56%), dal Blocco Nazionale della Libertà (22 voti pari all’1,43%), dal Partito d’Azione (10 voti pari allo 0,65%), dal Pri (6  voti pari allo 0,39%) e dall’Un. Naz. Sinistr. Guer (2 voti pari allo 0,13%).