La Tavola Osca di Capracotta di Paola Di Giannantonio

La “Tavola osca di Capracotta” di Paola Di Giannantonio è un saggio breve che affronta la traduzione del testo scritto in osco. L’osco era la lingua parlata dai Sanniti Pentri, i nostri antichi progenitori che abitavano il territorio di Capracotta e dintorni alla fine del primo millennio a.C. L’autrice è riuscita ad interpretare il testo […]

Sul filo della memoria: San Rocco

Il 21 dicembre 2021 ricorre il centenario della nascita del maestro Minguccio (Domenico) D’Andrea. Persona riservata, schiva, rispettosa; calmo nei gesti, moderato nel tono della voce e con un aperto sorriso, era un piacevole conversatore. Passeggiava per le strade di Capracotta e si fermava volentieri a chiacchierare con i vegliardi del posto. I suoi ricordi […]

Manducciɘ ‘r pusctiérɘ (Manduccio il postino)

Era della famiglia “dɘ ‘r pusctiérɘ” (dei postini) il cui capostipite era Giacomo Iacovone che aveva sposato Concetta Mosca, per noi “mamma Concetta”. Giuseppe (Peppe), primo dei figli, era stato postino a Capracotta e poi a Tivoli. Livia invece dopo il matrimonio si era trasferita a Vetralla. Nicola (Cola), autista di autocorriere a Capracotta, trasferito […]

La Grande Guerra sul fronte francese: un giovane sergente capracottese nella seconda battaglia della Marna

Subito dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale, sei dei sette nipoti di Giuseppe Garibaldi (Peppino, Sante, Costante, Bruno, Ricciotti Jr, Ezio), in giro per il mondo e richiamati dal padre Ricciotti,  inquadrati nel 1° RGT della legione Straniera francese ed al comando del più anziano di essi, Peppino, costituirono la “Legione garibaldina” composta da […]

Il tredicenne Remigio eroe e vittima del suo altruismo

Si chiamava Remigio Carnevale, era il fratello di Paolo, Donato e Bambinella (della famiglia Tattariegliɘ); aveva solo 13 anni. Giocava nel quartiere dei “Grilli”, accanto a quella che ora è la “Villa comunale” in prossimità del dirupo (i cosiddetti “Ritagli”), con alcuni suoi coetanei; tra essi Luciano De Simone (figlio di Torɘ il calzolaio, emigrato […]

I garofani di Don Giacinto ed altre storie

Don Giacinto Conti (4/4/1873 – 9/2/1961) con sul bavero  il nastrino nero, in segno di lutto per la morte della moglie, seduto nei pressi dell’abitazione. Il ramo sanitario della famiglia “Conti” era all’epoca oggetto di particolare considerazione che induceva il “cafone” di siloniana memoria ed il paesano di umili natali a levarsi il cappello, in […]

Un saggio sulla Tavola Osca come buon auspicio per il 2021

Le vicende del Coronavirus, e non solo, mi hanno impedito di poter presentare lo scorso anno questo piccolo saggio sulla “Tavola Osca”. Ho pertanto deciso di diffonderlo in questi giorni, come un “regalo ed un auspicio” di un anno migliore, per quei capracottesi che hanno in passato sentito parlare o letto qualcosa riguardo alla “Tavola” […]

Lo scarparo. C’era una volta il calzolaio a Capracotta

Nella prima metà del secolo scorso la popolazione di Capracotta era di poco inferiore ai 5000 abitanti. Numerose erano  le botteghe artigiane: falegnami, sarti, fabbri, cardatori, macellai, panettieri, barbieri, calzolai…. Di questi ultimi in particolare ne sono stati contati contemporaneamente presenti circa 20. Pastorizia ed industria boschiva costituivano inoltre importanti capisaldi per l’economia del paese. […]

Ricordo di mio nonno: Vincenzino Di Nardo

Vincenzino Di Nardo (1872-1957) Vincenzino Di Nardo (1872-1957), Tatuccio per noi nipoti, da tutti in paese conosciuto come Don Checco. Calzolaio dal passo agile e veloce, arguto e dalla battuta pronta e pungente, aveva nel corso del ragionamento un intercalare “ca” che inceppava talvolta  il fluire del discorso. Iniziava la giornata, in qualunque stagione e […]

Dalla Guinea Bissau al Molise: Ermanno D’Andrea racconta…

Ermanno D'Andrea maestro della meccanica 2018

Ermanno D’Andrea maestro della meccanica 2018 Alla metà degli anni ’80 risiedevo a Saronno, avevo 40 anni e fino a quel tempo, avendo amici e conoscenze al di fuori della città, non partecipavo alla vita sociale del luogo. Ma da quando i miei figli iniziarono a frequentare le scuole e l’oratorio, cominciai anch’io a conoscere […]