Quando lo stemma di Capracotta… ti salva la macchina

Grazie allo stemma di Capracotta attaccato sul lunotto termico del maggiolone rosso “New Beetle 1.9 td”, i coniugi Antonio Sammarone e Lucia Di Rienzo, d’origine capracottese e da anni residenti a Roma, hanno potuto riconoscere e recuperare la vettura che era stata rubata loro alcuni giorni prima.

I ladri avevano organizzato tutto molto bene. Avevano cambiato le targhe, avevano avviato un nuovo passaggio di proprietà, avevano sostituito la centralina e le chiavi di accensione e apertura porte, ma avevano trascurato un piccolo particolare, quello di far sparire lo stemma di Capracotta dal vetro posteriore della vettura, disattenzione che è stata fatale per i malviventi e utile ai proprietari del maggiolone per riappropriarsi della loro auto.

Lo stemma di Capracotta, ricordiamo, è una decalcomania che ogni capracottese espone, con orgoglio, sulla propria vettura per testimoniare, ovunque si trovi, la sua capracottesità e l’attaccamento al suo paese di origine. È di forma circolare e raffigura uno sciatore in primo piano sull’immagine di Monte Campo contornato dalla scritta «Sci Club Capracotta mt.1421».

Un adesivo fine, ben colorato e attraente, nonostante tutto insignificante ai ladri per non capire che propri quello stemma poteva costituire un indizio ben preciso per il ritrovamento della vettura.

«L’avventura del maggiolone- racconta Lucia Di Rienzo- è iniziata il 13 febbraio scorso. Anche quel giorno, dopo un breve periodo di fermo della macchina dal carrozziere per alcuni interventi sulla scocca danneggiata, mi ero recata col mio “New Beetle” al lavoro all’Eur e avevo parcheggiato l’auto in prossimità del portone d’ingresso dell’edificio a pochissimi metri dalla finestra, a piano terra, del mio ufficio. Sembrava un giorno come gli altri, invece all’uscita mi aspettava la spiacevole sorpresa del furto dell’autovettura. Infatti, la macchina mi era stata rubata. Tra rabbia e stupore chiamai mio marito Antonio e assieme ci recammo al vicino comando dei carabinieri di via Asia a denunciare il furto. Sembrava un furto come tanti- prosegue Lucia- invece alcuni giorni dopo, e precisamente il 17 febbraio, la novità. Un amico di mio figlio, anch’egli di origine capracottese e a conoscenza del fatto, ci fa sapere che in via Carcaricola, un quartiere di Roma a circa due km da casa nostra, è parcheggiata una Volkswagen identica alla nostra che potrebbe essere la macchina rubata. Al che Antonio e mio figlio Ercole si recano immediatamente in quel luogo».

Raggiunti il posto indicato, Antonio Sammarone e suo figlio individuano il maggiolone rosso parcheggiato in un’area custodita all’aperto, ma si accorgono che le targhe sono diverse e pensano che si poteva trovare di un sosia. Stanno quasi per andare via quando «quando mio figlio Ercole- racconta Antonio- scorge lo stemma di Capracotta attaccato sul vetro posteriore dell’abitacolo. Non avemmo più dubbi e chiamammo il 113. Accorse immediatamente una pattuglia dei carabinieri, la quale con discrezione e accuratezza riuscì a individuare il ladro, a scoprire che le targhe erano false e che i dati dei nuovi documenti a bordo della vettura erano diversi da quelli stampigliati sulla scocca. Al che andammo tutti al commissariato. Effettuammo la denuncia di ritrovamento e ci riportammo a casa il maggiolone, che abbiamo potuto riutilizzare solo dal 13 marzo esattamente a un mese di distanza dalla data del furto per aver dovuto reimmatricolare il veicolo a seguito della sparizione delle targhe e di tutta la documentazione originale distrutta dai ladri. Grazie, comunque, al fattore Capracotta- conclude Antonio Sammarone- abbiamo ripreso a circolare col nostro New Beetle rosso per le strade di Roma».

Resta oscura la dinamica del furto. Indubbiamente l’azione è stata eseguita da professionisti del crimine anche se poi, come in tutte le azioni criminali, un particolare apparentemente innocuo come lo stemma di Capracotta, ha smontato l’intera operazione e forse consentito alle forze di polizia di mettere le mani addosso a un’altra delle organizzazioni a delinquere che operano nella città di Roma.

Matteo Di Rienzo

Fonte: M. Di Rienzo, Il Diario di Capracotta ed. 2000-2001, stampato in proprio, luglio 2001