Hemingway & Capracotta: nuova edizione di “Addio alle armi” nella collana Oscar Cult Mondadori

In occasione del 60° anniversario dell’apparizione del primo Oscar Mondadori (oggi nella nuova collana Oscar Cult) viene ripubblicato il romanzo “Addio alle armi”, apparso nel 1929 col titolo originale “A Farewell to Arms”, opera di Ernest Hemingway.

Il romanzo è racchiuso e protetto da un “cartonato” sul quale vengono descritte alcune curiosità relative allo stesso, tra le quali spicca la data del 27 aprile 1965, allorché apparve per la prima volta nelle edicole (novità assoluta per i libri in Italia), al prezzo di 350 lire, con una tiratura di 60.000 copie, andate esaurite nello stesso giorno; vengono inoltre riportati anche i 44 titoli vagliati da Hemingway, tra i quali scelse quello definitivo da dare al romanzo.

Perché tutto questo interesse per una storia romantica dove un autista di ambulanze statunitense, ferito nel nord Italia durante il primo conflitto mondiale, intrattiene una relazione affettiva con un’infermiera?

Tra i personaggi che occupano un posto di rilievo, compare il cappellano militare originario di Capracotta: tra questi e l’autista si instaura un bel rapporto di amicizia, il nostro paese è citato varie volte e viene descritto in un modo tra il caratteristico e il fantastico!

Il compaesano dottor Vincenzino Di Nardo, grande cultore di Hemingway, non si è risparmiato in studi e ricerche presso archivi di Stato e i Padri Cappuccini della Provincia Romana: il risultato di queste fatiche, gli ha consentito di identificare il cappellano nella figura del francescano Padre Placido da Capracotta (al secolo Rodolfo D’Onofrio) nato il 23/8/1882 e morto a Roma il 23/4/1938.

Il testo vide la luce in Italia solo nel 1945 a cura della casa editrice Jandi Sapi, per approdare l’anno successivo nella collana della “Medusa” di Mondadori con la traduzione di Fernanda Pivano: essendo stato ritenuto lesivo dell’onore delle Forze Armate Italiane, per la descrizione della disfatta di Caporetto e per la diserzione del protagonista, la stessa traduttrice venne arrestata dal regime fascista. 

La Pivano ricevette da Cesare Pavese, suo supplente di italiano al Liceo D’Azeglio di Torino (qui al ginnasio ebbe come compagno di classe Primo Levi), gli originali di alcuni testi da tradurre tra i quali “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters e Addio alle armi. 

“Nanda” (così chiamata affettuosamente dagli amici Fabrizio De André e Jovanotti) ha avuto il grande merito di far conoscere buona parte della letteratura statunitense ed è stata la prima a tradurre in Italia la “beat generation”, autori del calibro di Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, William S. Burroughs, ecc. 

Per ogni capracottese dovrebbe quasi essere un obbligo avere in casa una copia di “Addio alle armi”: impossibile conoscere quante copie siano state vendute del 1929 ad oggi, ma sapere che il libro è presente in un’infinità di case, scuole, università e biblioteche, è di sicuro un grande vanto, del quale Capracotta può andare fiera. 

Paolo Trotta