Alla scoperta del dialetto capracottese con Felice e Clara dell’Armi

Giovedì 7 agosto 2025, alle ore 18, presso la Casa della Cultura di Capracotta, l’ETS “Amici di Capracotta APS” presenterà il “Dizionario italiano‑capracottese” di Felice e Clara dell’Armi: un lavoro nato dall’amore per il proprio paese, che raccoglie parole, espressioni e memorie del dialetto capracottese. Il volume sarà distribuito gratuitamente ai partecipanti. Pubblichiamo qui la presentazione introduttiva scritta dagli autori.

Ad un lettore poco attento, la paziente raccolta che sta sfogliando, potrebbe essere considerata soltanto un’ordinata elencazione di termini italiani, con la corrispondente traduzione in vernacolo capracottese.

Lavoro condotto con molto piacere, e senza pretese, pensando che possa allietare anche bambini e ragazzi in compagnia magari di genitori o nonni, ricordando loro come si parlava un tempo, insieme alla descrizione della vita di una volta, interpretando i termini riportati.

Si, perché il fine di questa raccolta ha come scopo di tramandare alle nuove generazioni, attraverso la parola, la storia di un popolo fiero, di grande dignità e operosità. Insomma, svelare in un dizionario, la carta di identità di una comunità, che da sempre, attraverso la parola, manifesta stati d’animo in tutta la sua genuinità, semplicità, personalità, nei vari aspettti umani, geografici, socioeconomici e culturali.

Dalla raccolta, che non è opera certamente di eruditi filologi o glottologi, traspare un “dialetto rustico”, parlato in un “ambito ristretto e primitivo”, secondo quanto esprime il nostro corregionale linguista Francesco D’Ovidio, nella seconda metà dell’Ottocento, in occasione di una dissertazione in merito al dialetto molisano, restando pur sempre, il nostro, melodioso, inconfondibile e caratteristico, quindi degno di essere conservato.

Dialetto, secondo quanto dice la scrittrice ex comprovinciale Lina Pietravalle, in una sua opera del 1924, ove appare, “lingua con eleganza e modo armonioso di esprimere i propri sentimenti, nel dolore e nella gioia”.

Traduzione dal dialetto all’italiano, associata all’etimologia, ove è stata possibile identificarla- alcune sono oscure o incerte-, sebbene consultati vari lavori in merito, quale storia della provenienza e dell’evoluzione di un termine, per una migliore e più profonda comprensione del significato di questi ripetuti quotidianamente.

Essenza intima e profondo significato sconosciuti, senza talvolta interrogarsi sull’eziologia di quanto pronunciato, mancante un’analisi identificativa di qualche termine espresso, senza interrogarsi sull’ atto di nascita dello stesso, non approfondendone di conseguenza la struttura della trama stessa. Molteplicità di parole di una lingua, con un corredo ricco di tanti significati intriganti e polimorfi, patrimonio lessicale identificativo della nostra comunità.

Lavoro che, riportato su pagine, forse, sarà reso più utilizzabile di un cellulare tascabile o di un computer, nell’indagare su un termine. Su questi rapida consultazione e spesso altrettanto rapido oblio, circa il significato rilevato, viceversa, avendo una pagina scritta, la si potrà leggere con maggior tempo e partecipe attenzione, comprendendola in tutta la sua complessità e magari rileggerla, in presenza di dubbi con migliore conoscenza della stessa.

Assemblaggio di termini, quale elemento per riconoscere la identità di una comunità, stimolo ad agganciarsi alle proprie radici, che per motivi vari, “si stanno disseccando” e incentivo a tenere vivo il binomio memoria- futuro.

Questo volume – al quale se ne potrà aggiungere un altro più corposo- è stato prodotto per l’amore verso il proprio paese natio e per conservare un patrimonio lessicale, essendo il linguaggio, insieme alla sua conoscenza, basato prevalentemente, su una trasmissione orale.

Volume comprendente insieme di suoni che diventano, talvolta, locuzioni, interiezioni, diminutivi, vezzeggiativi, tesi a colorare la “parlata” di una comunità montanara dallo stigma di animo duro e aspro, che vive, lavora, ma sa anche sorridere, divertirsi e manifestare una ricca carica di sentimenti.

Felice e Clara dell’Armi