“Sulle panchine del tempo”: il nuovo viaggio nei ricordi di Aldo Trotta 

Lunedì 11 agosto, alle ore 18.00, presso la Casa della Cultura di Capracotta, l’ETS Amici di Capracotta APS presenterà il nuovo libro di Aldo Trotta, “Sulle panchine del tempo… nei colori della nostalgia”. Un viaggio intimo tra memoria, emozioni e radici, in cui l’autore, con stile sobrio e toccante, rievoca frammenti di vita seduto idealmente sulle panchine del suo paese. Tra ricordi, affetti e riflessioni, emerge una nostalgia che sa farsi luce, rendendo omaggio a Capracotta e ai suoi valorosi “restanti”. Pubblichiamo di seguito l’introduzione dell’autore.

Nel 2023, quando ho raccolto nel libro intitolato “L’Altalena dei Ricordi”, i racconti scritti nei due anni precedenti, stentavo a credere di aver trovato un rimedio efficace contro la nostalgia; eppure, mi erano parse convincenti le argomentazioni di tanti che considerano la letteratura e la poesia come un antidoto efficace, quanto meno per mitigarne le dannose conseguenze psicologiche.

In seguito, ho infatti riconosciuto di essermi sbagliato, anche se mi ha fatto sorridere un aforisma che dice testualmente:

“Quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri” (Stephen King).

È stato grande, lo confesso, il mio sforzo di interpretare e vivere il sentimento della nostalgia non tanto e non solo nella sua classica componente di malinconia e di tristezza, ma anche e, soprattutto, in quella di intimo compiacimento che pure, paradossalmente, sembra farne parte integrante: sulla falsariga, come ho spiegato, della cosiddetta “saudade portoghese”.

Molto sinceramente, non sono riuscito più di tanto a ridurre il mio disagio ma, nonostante tutto, ho continuato a scrivere nell’istintiva speranza di migliorare il tono del mio umore; perciò, quasi senza accorgermene, ho tirato fuori dal mio scrigno diversi altri racconti, quelli soprattutto che mi hanno tenuto compagnia dopo la dolorosa scomparsa di mia moglie Anna. A questo punto non potevo che affidarmi nuovamente all’Associazione “Amici di Capracotta”, cui mi onoro di appartenere dopo aver contribuito a fondarla insieme al compianto Domenico Di Nucci, sempre presente nel mio commosso ricordo; rinnovo, perciò, il mio grazie più sentito al caro Francesco Di Rienzo, attuale Presidente del nostro sodalizio e all’intero Consiglio Direttivo per il prezioso sostegno che ho ricevuto.

Che dire, allora, di un altro mio libro? Mi rendo conto di apparire presuntuoso ma sarei felice che le sue pagine, nell’andirivieni spesso capriccioso della nostalgia, restituissero l’immagine serena di un vecchio capracottese come me, che racconta di piccole cose stando seduto sulle panchine di Capracotta; con grande ammirazione e tanta gratitudine per tutti i concittadini, specie i più giovani e quanti avranno la bontà di leggere questi altri “raccontini”, ma soprattutto per coloro che hanno avuto la forza e il coraggio di rimanere a vivere in paese, i valorosi “restanti” come sono oggi definiti.

Aldo Trotta