Il silenzio bianco dell’Italia che scompare

Una mappa, più di tante parole, racconta oggi l’Italia delle disuguaglianze territoriali. Realizzata dal profilo Instagram r.r.ec._mapping, l’immagine mostra in blu le aree dove vive il 90% della popolazione italiana. Tutto il resto -il bianco- rappresenta i territori svuotati, le montagne, le valli, le colline dell’Appennino e delle Alpi dove la presenza umana si fa sempre più rara. Un’Italia che si restringe attorno alle pianure, alle coste e ai grandi centri urbani, lasciando in silenzio l’altra metà del Paese.

È una fotografia che dà corpo e voce al recente grido d’allarme lanciato da don Alberto Conti, direttore della Caritas di Trivento, insignito del Premio Agnone del Molise contro lo spopolamento dall’Università delle Generazioni. «Oggi più che mai -ha detto in occasione della premiazione avvenuta lo scorso 7 ottobre – sentiamo il dovere di non tacere, di far parlare le coscienze, perché nessuno resti invisibile, perché nessuno venga dimenticato». Le sue parole risuonano con forza di fronte a quella mappa: dietro ogni area bianca ci sono paesi che si svuotano, scuole che chiudono, parrocchie senza fedeli, comunità che lentamente si dissolvono.

Tra quei territori “bianchi” c’è anche Capracotta, simbolo di un’Italia interna che resiste ma fatica. Come tanti borghi dell’Appennino molisano, vive la contraddizione di un patrimonio naturale e umano straordinario ma fragile, sempre più isolato dalle rotte della modernità. Qui il tema dello spopolamento non è solo demografico: è culturale, economico, sociale.

Don Conti parla di una “speranza concreta”, fatta di prossimità e responsabilità condivisa. Una speranza che non è un’illusione, ma un impegno civile e morale. La sua voce -come la mappa- ci ricorda che il destino delle aree interne non riguarda solo chi vi abita, ma l’identità stessa del Paese. Perché ogni paese che muore cancella un pezzo di memoria collettiva, un modo di vivere, un frammento della nostra storia.

L’Italia blu cresce, ma quella bianca scompare. Ed è proprio lì, in quel silenzio, che oggi si misura la sfida più grande: restituire futuro e dignità ai luoghi dimenticati.

Francesco Di Rienzo