Stamattina a Berlino è stata conferita la Medaglia Hans Böckler, la più alta onorificenza tedesca prevista per un dirigente sindacale, ad un emigrante italiano, Giovanni Pollice, partito da Capracotta per raggiungere il padre in Germania a 12 anni nel 1966 insieme alla mamma e alla sorella. Giovanni ha custodito nel cuore il legame col suo paese, col Molise e con l’Italia, e non si è limitato a far affermare i diritti sindacali di ogni lavoratore nel suo impegno prima a Düsseldorf nella Confederazione DGB che rappresenta tutti i settori e poi come segretario nazionale dei lavoratori chimici ad HANNOVER.
Giovanni sia nel sindacato che come Presidente Nazionale dell’associazione antirazzista MANO GIALLA a cui aderivano tra gli altri il Presidente della Repubblica tedesco, Angela Merkel, Scholtz ed i principali esponenti istituzionali federali e dei Lander, si è battuto per l’integrazione sociale, la dignità umana e l’inclusione lavorativa e culturale di milioni di immigrati arrivati in Germania da Italia, Turchia, Siria, Spagna e altri Paesi europei o di Asia, Africa o Sudamerica.


Il riconoscimento assegnato in occasione del 70° anniversario degli accordi per regolare l’ingresso di manodopera tra Italia e Germania rappresenta un tributo all’impegno, ai sacrifici e alla laboriosità di centinaia di migliaia di emigranti partiti in prevalenza dal Mezzogiorno d’Italia e che hanno contribuito all’auspicabile costruzione di un’Unione Europea fondata sui valori del lavoro, della solidarietà e della pace.
La testimonianza esemplare di Giovanni Pollice che appena arrivato in Germania tentò più volte di allontanarsene perché non comprendeva la lingua e si sentiva un estraneo, può aiutarci a trasmettere a tutti, ed in particolare ai nostri ragazzi, un messaggio di positività e di affermazione ottenuta con lo studio, la socialità, la dedizione, la competenza ed il lavoro appassionato.
Michele Petraroia

