La Natività della Chiesa Madre di Capracotta: un capolavoro di devozione popolare del Settecento molisano

Nella sacrestia della Chiesa Madre di Capracotta si conserva un suggestivo dipinto ad olio su tavola, di autore ignoto ma riconducibile all’ambito molisano del XVIII secolo. L’opera, dalle dimensioni di 101 cm di altezza per 89 cm di larghezza, raffigura una Natività di intensa spiritualità, testimonianza viva della fede e della sensibilità artistica che animavano le comunità montane del Settecento.

La scena è ambientata in un’atmosfera raccolta e familiare: al centro la Vergine Maria, dallo sguardo dolce e assorto, contempla il Bambino Gesù disteso nella mangiatoia, mentre accanto a lei San Giuseppe veglia silenzioso, segno di premurosa protezione. Sullo sfondo emergono le figure del bue e dell’asinello, simboli di umiltà e obbedienza, ma anche della duplice natura di Cristo e dell’universalità della salvezza: il bue, animale puro, rappresenta il popolo ebraico; l’asino, impuro, i pagani, entrambi uniti nell’adorazione del Redentore.

In primo piano, un pastore inginocchiato offre un agnello, chiaro riferimento al sacrificio di Cristo, “Agnello di Dio” che toglie i peccati del mondo. Ai suoi piedi si scorgono una sella, simbolo del viaggio e della precarietà della condizione umana, e un piccolo cane, immagine di fedeltà e vigilanza del credente. Alla sinistra della scena, altri due pastori assistono con devozione all’evento miracoloso, rappresentando la fede semplice e sincera del popolo, che riconosce in quella nascita la speranza di una salvezza universale.

La composizione, impostata su una struttura piramidale, guida naturalmente lo sguardo verso il centro luminoso della scena: il Bambino Gesù, fonte di luce che rischiara le ombre del mondo. Le tonalità calde e terrose, tipiche della pittura meridionale del Settecento, creano un’atmosfera intima e domestica, accentuata dal chiarore che emana dal piccolo corpo del Salvatore.

Nonostante le evidenti tracce del tempo — la superficie presenta crepe, abrasioni e cadute di colore — il dipinto conserva un fascino profondo e autentico. È un’opera che parla più al cuore che all’occhio, un manifesto di fede popolare, in cui ogni personaggio, ogni dettaglio, assume un valore simbolico e spirituale.

La Natività della Chiesa Madre di Capracotta è dunque più di un semplice dipinto devozionale: è un frammento di memoria collettiva, una catechesi per immagini, un invito silenzioso a contemplare il mistero del Natale attraverso la semplicità dei gesti e la purezza della fede.

Francesco Di Rienzo