Oggi le festività natalizie sono spesso considerate, soprattutto dagli studenti, come un lungo periodo di vacanza che va dal Natale alla Befana, passando per il cambio d’anno e favorendo talvolta lunghi “ponti”. In passato, però, la situazione era molto diversa: le festività religiose erano di numero nettamente maggiore rispetto a oggi, tanto da incidere pesantemente sulla vita economica delle popolazioni. Proprio l’eccessivo numero di giorni festivi, che impediva di lavorare e quindi di guadagnarsi da vivere, spinse il re di Napoli Carlo VII (popolarmente più noto con l’ordinale “terzo”) di Borbone a intervenire per ridurli.
A testimoniarlo è uno straordinario documento storico conservato nel Libro delle Memorie, custodito presso l’Archivio storico del Comune di Capracotta. Il testo, datato 3 gennaio 1749, riporta una regia prammatica con cui si disponeva una significativa riduzione delle festività religiose nel Regno di Napoli e, dunque, anche a Capracotta.
Il provvedimento aveva un obiettivo preciso: venire incontro alle difficoltà economiche dei ceti meno abbienti, per i quali ogni giorno festivo rappresentava un mancato guadagno. Nelle comunità rurali e montane, dove il lavoro quotidiano era essenziale per la sopravvivenza, l’obbligo di astenersi dalle attività lavorative per onorare numerose ricorrenze religiose si traduceva in un grave sacrificio.
Su indicazione del Pontefice Benedetto XIV, si stabilì quindi che fossero festivi “solo” alcuni giorni: Pasqua, Pentecoste, le Domeniche, la Circoncisione, l’Epifania, l’Ascensione, il Corpus Domini, il Natale, la Purificazione e l’Annunciazione, l’Assunzione, la Natività e la Concezione della Beata Vergine Maria, le feste dei Santi Pietro e Paolo, di Tutti i Santi e del santo patrono.
La riduzione delle festività, tuttavia, non doveva comportare un indebolimento della vita religiosa. Il documento precisa infatti che, affinché non venissero meno l’esercizio della pietà e l’istruzione dei fanciulli nella dottrina cristiana, queste pratiche dovevano essere osservate con ancora maggiore impegno nelle festività rimanenti.
Firmata dal sovrano il 3 gennaio 1749, la regia prammatica rappresenta una preziosa testimonianza storica di come, già nel Settecento, autorità civili e religiose cercassero un equilibrio tra fede, lavoro e giustizia sociale.
Francesco Di Rienzo

