È stata inaugurata ieri sera, nelle sale del Castello Svevo di Termoli, la mostra “Com’eri vestita?”, organizzata dalla Conferenza Donne Dem Molise con il patrocinio del Comune di Termoli. Un’esposizione dal forte impatto civile e culturale che affronta il tema della violenza di genere, ponendo l’attenzione su uno dei meccanismi più insidiosi che accompagnano le aggressioni sessuali: la vittimizzazione secondaria.
Il titolo richiama infatti una domanda spesso rivolta alle vittime – “Come eri vestita?” – che sottintende un presunto legame tra l’abbigliamento indossato e la violenza subita, spostando implicitamente la responsabilità dall’autore del reato alla persona offesa. Un ribaltamento narrativo che alimenta stereotipi e pregiudizi, contribuendo a colpevolizzare chi ha già subito un trauma.
Il progetto nasce dal lavoro della professoressa Roberta Palomba, docente originaria di Poggio Sannita e ideatrice dell’iniziativa. Con la collaborazione degli studenti del liceo scientifico “Evangelista Torricelli” di Roma, Palomba ha costruito un percorso espositivo finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere e, in particolare, sui pregiudizi che ancora oggi gravano sulle vittime.
In Molise, la prima esposizione si è svolta l’estate scorsa a Capracotta, nella sala polifunzionale del municipio, dove l’iniziativa ha riscosso significativa partecipazione e attenzione. Successivamente, la mostra è stata ospitata nel palazzo municipale di Campobasso durante l’inverno, prima di approdare ora a Termoli, nelle suggestive sale del Castello Svevo.
La mostra è stata successivamente donata al Laboratorio di Comunità “Non smettere mai di imparare” e al Comune di Capracotta, da dove ha preso avvio il suo percorso itinerante in regione. Un cammino che, dopo il palazzo municipale di Campobasso continua ora a Termoli, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, educazione e rispetto, ribadendo un principio fondamentale: la responsabilità della violenza è sempre e solo di chi la commette.

