Tra freddo e ping pong: la vacanza di Sandro a Capracotta nell’inverno del 1950

Ci sono cartoline che colpiscono per l’immagine. E poi ci sono quelle che raccontano una storia. Questa appartiene decisamente alla seconda categoria.

L’immagine sul fronte mostra un ampio panorama invernale di Capracotta visto da est: case, campi innevati e il paese adagiato tra i monti. Ma la vera sorpresa è sul retro. La cartolina è doppia — già di per sé una piccola rarità — ed è stata spedita il 4 gennaio 1950. A scrivere è un certo Sandro, che si rivolge affettuosamente al “Caro Papalone”. Il suo racconto è semplice, spontaneo e prezioso perché ci restituisce uno spaccato della vita quotidiana di allora.

Dopo cinque ore di viaggio, Sandro e i suoi compagni arrivano finalmente a Capracotta. Ma la sorpresa è grande: della neve non c’è traccia. Quella caduta nei giorni precedenti, scrive, è ormai «tutta squagliata». Fa freddo, certo, ma per sciare bisognerà aspettare la prossima nevicata. Nel frattempo il tempo si passa allo Sci Club, dove Sandro racconta di divertirsi giocando a ping pong. Il costo? 4.000 lire. Una cifra che oggi può far sorridere, ma che all’epoca doveva sembrare piuttosto alta. Eppure Sandro non si lamenta: l’importante è divertirsi nell’attesa che torni la neve.

È proprio questo il fascino delle cartoline: non solo immagini, ma piccoli frammenti di vita. Parole scritte di fretta, racconti quotidiani, dettagli apparentemente insignificanti che, riletti oggi, ci permettono di ricostruire la Capracotta di settantacinque anni fa. E così, dietro un semplice panorama innevato, riemerge la voce di un viaggiatore del 1950 che, tra freddo, ping pong e attesa della neve, ci fa sentire un po’ più vicini a quel tempo lontano.

Francesco Di Rienzo