C’è anche il Comune di Capracotta tra gli enti che hanno sostenuto il ricorso al Tar Molise, promosso dal Comune di Agnone e sottoscritto complessivamente da altri 34 Comuni del territorio, compresi diversi centri confinanti dell’Abruzzo, contro il nuovo Programma Operativo Sanitario 2026-2028 e la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. L’iniziativa punta a tutelare il diritto alla salute delle comunità dell’Alto Molise e, in particolare, a salvaguardare il futuro dell’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone.
L’adesione del Comune di Capracotta era stata formalizzata con una specifica delibera della Giunta comunale, confermando ancora una volta l’impegno dell’amministrazione nella difesa del presidio ospedaliero altomolisano, ritenuto fondamentale per garantire servizi sanitari adeguati alle popolazioni delle aree interne.
Il ricorso ha già prodotto un primo risultato significativo. Con un decreto cautelare monocratico, il presidente del Tar Molise, Orazio Ciliberti, ha disposto la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti impugnati fino alla camera di consiglio fissata per il prossimo 15 luglio. Alla base della decisione vi è la necessità di scongiurare possibili ripercussioni sulla tutela della salute pubblica derivanti dal ridimensionamento del Pronto Soccorso di Agnone.
«È un primo risultato che almeno parte da un principio importante: non si può privare un intero territorio del diritto alle cure, chiudendo senza un’alternativa l’unico punto di primo intervento esistente- commenta il sindaco di Capracotta, Candido Paglione-. Auspichiamo che la partita si possa riaprire per scrivere un Piano Operativo Sanitario più umano e meno ragionieristico, oltretutto senza produrre risparmi evidenti».

