Questa suggestiva fotografia d’epoca (ricolorizzata) ritrae un gruppo di donne di Capracotta presso la fonte del Cummunice, uno dei luoghi più frequentati dalla comunità quando l’acqua corrente nelle case era ancora un privilegio sconosciuto. Sul prato, tra le pietre chiare della sorgente e i declivi erbosi della montagna, le lavandaie interrompono per un momento il loro lavoro e posano davanti all’obiettivo.
Le donne indossano gli abiti tradizionali della montagna altomolisana: lunghe gonne scure, grembiuli, corpetti e fazzoletti sul capo. Alcune sono in piedi con atteggiamento fiero e composto, altre siedono accanto a una grande conca utilizzata per il bucato. L’immagine restituisce con straordinaria immediatezza la dimensione collettiva del lavare i panni, che non era soltanto una necessità domestica ma anche un momento di incontro, di conversazione e di condivisione tra le donne del paese.
I panni, appena lavati alla fonte, sono sciorinati al sole per favorirne l’asciugatura, secondo una pratica tradizionale che sfruttava l’aria fresca e il sole della montagna. Il gesto dello “sciorinare” rappresenta una fase essenziale del bucato e richiama un sapere domestico tramandato di generazione in generazione.
Il paesaggio circostante, aperto e luminoso, fa da cornice a una scena di vita quotidiana che oggi appartiene alla memoria storica di Capracotta. La fonte del Cummunice, come molte sorgenti del territorio capracottese, rappresentava un punto essenziale per la vita della comunità, legata da sempre all’acqua e alla montagna.
Particolarmente interessante è il dettaglio visibile sul panno steso a destra dell’immagine: vi compare il simbolo identificativo di Giovanni Paglione, autore dello scatto e pioniere dell’Ottava arte a Capracotta, costituito dalle lettere “G” e “P” incrociate.

