Le mani che raccontano tre secoli di storia: la famiglia Di Nucci e l’arte casearia dal 1662

In questa preziosa immagine del 1924, oggi colorizzata, Luigi ed Enrico Di Nucci sono immortalati mentre insegnano l’arte casearia come docenti del Corso d’insegnamento professionale ai contadini adulti per la Zootecnia e il Caseificio, promosso dalla Cattedra di Agricoltura di Campobasso diretta dal professor Guglielmo Josa.

In giacca e cravatta, con le mani immerse nella pasta filata, i due maestri casari ripetono gesti antichi per trasmetterli ai partecipanti al corso. I loro sguardi, seri e fieri, testimoniano la consapevolezza di custodire un sapere prezioso, tramandato da generazioni. Gli strumenti tradizionali utilizzati sono ancora oggi conservati nel Museo dell’Arte Casearia del Caseificio Di Nucci ad Agnone, mentre l’immagine stessa, opportunamente stilizzata, è divenuta il simbolo e il marchio dell’azienda.

La storia della famiglia Di Nucci affonda le proprie radici nel 1662. Originaria di Capracotta, la famiglia produce i formaggi tipici della civiltà della transumanza da oltre tre secoli. Il primo antenato di cui si abbia notizia è Lonardo Di Nucci, pastore e casaro attivo già alla fine del Seicento. Da allora, per dieci generazioni, l’arte casearia è stata tramandata di padre in figlio, preservando tecniche, conoscenze e valori profondamente legati al territorio. La svolta arriva però nei primi anni Cinquanta, quando Antonio Di Nucci e la moglie Ida si trasferiscono nella Città delle Campane dove aprono un laboratorio nel centro storico.

Ancora oggi, nella nuova sede produttiva dell’area artigianale di Agnone, la famiglia Di Nucci realizza formaggi a pasta filata seguendo un’antica manualità che continua a distinguere ogni prodotto come un pezzo unico, espressione autentica della tradizione, del paesaggio e di un’etica produttiva sostenibile.