Cinque uomini in barca sul Lago di Mincaccio: uno scorcio perduto della Capracotta di inizio Novecento

Questa straordinaria fotografia, recentemente restaurata e colorizzata, ritrae cinque uomini a bordo di una barca a remi sul Lago di Mincaccio (o Mingaccio), uno specchio d’acqua che un tempo si estendeva ai piedi del Monte Cavallerizzo e che rappresentava una delle principali attrazioni turistiche di Capracotta agli inizi del XX secolo.

L’immagine è attribuita al cavaliere Giovanni Paglione, pioniere dell’“Ottava Arte” nella nostra cittadina tra Otto e Novecento. Sebbene manchi la sua caratteristica sigla “GP”, lo stile e il soggetto rimandano chiaramente alla sua attività fotografica.

Del lago ci ha lasciato una preziosa testimonianza lo studioso Senofonte Squinabol che, durante un’escursione a Capracotta nel 1902, descrisse in un’opera pubblicata in francese la storia e le caratteristiche di questo bacino naturale. Secondo i suoi studi, il lago si formò tra il 1812 e il 1815, rimase completamente asciutto dal 1858 al 1868 e, nel 1902, occupava una superficie di circa 2.750 metri quadrati con una profondità massima di appena 70 centimetri.

Proprio la sua scarsa profondità fu provvidenziale in occasione di un curioso episodio legato a questa fotografia. Mentre si preparavano a scattare una nuova immagine, la barca si capovolse improvvisamente e tutti gli occupanti finirono in acqua. Fortunatamente nessuno riportò conseguenze, poiché il lago era molto basso.

Intorno al 1950 il Lago di Mincaccio venne definitivamente prosciugato per destinare l’intera area all’agricoltura. Oggi di quel suggestivo specchio d’acqua restano soltanto le fotografie, le testimonianze storiche e i ricordi di una Capracotta che non esiste più.