Via Capracotta a Roma
Ci sono due modi per andare da Vastogirardi a Capracotta.
Il primo, il più conosciuto, segue la strada provinciale 87 e poi la provinciale 82 che, partendo da Vastogirardi, conduce fino alla località Staffoli. Da qui si imbocca la strada che si inerpica tra i monti dell’Altissimo Molise, attraversando boschi rigogliosi e regalando panorami mozzafiato, fino a raggiungere Capracotta. Sono quattordici chilometri e mezzo che si percorrono piacevolmente in una ventina di minuti.
Esiste, però, anche un altro tragitto. È molto più breve – appena tre chilometri e mezzo – e, almeno sulla carta, richiede una decina di minuti. Niente montagne, boschi o paesaggi d’altura: qui ci sono traffico, palazzi, semafori e rotonde. Siamo infatti nella sconfinata periferia est di Roma, dove Capracotta e Vastogirardi non sono due paesi dell’Alto Molise, ma due vie della Capitale. Si trovano lungo il corridoio dell’autostrada A24, la cosiddetta “Strada dei Parchi”, che collega Roma a Teramo passando per L’Aquila.
Capracotta e Vastogirardi, tuttavia, non sono gli unici Comuni altomolisani presenti nella toponomastica romana. Sono numerosi i centri del territorio cui la Capitale ha dedicato una strada, concentrati quasi tutti nei quartieri Casalone e Case Rosse, a ridosso del Grande Raccordo Anulare e nelle vicinanze dell’A24.
Via Capracotta, in particolare, si trova nel quartiere Case Rosse ed è circondata da altre vie dedicate a Comuni molisani — Campodipietra, Colletorto, Monacilioni, Petacciato e Pietracupa — accanto a strade intitolate a centri abruzzesi come Ancarano, Castellalto, Rosciano e Serramonacesca.
Complessivamente, le vie di Roma dedicate ai Comuni dell’Alto Molise sono nove: via Agnone del Sannio, via Capracotta, via Carovilli, via Castel del Giudice, via Castelverrino, via Pescopennataro, via Pietrabbondante, via Poggio Sannita e via Vastogirardi.
Più vicino al centro storico si trova invece via Molise, una delle strade più note della città perché ospita, al civico 2, lo storico palazzo sede del Ministero dello Sviluppo Economico (oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy), contribuendo così a mantenere vivo il legame tra la Capitale e la regione.
Francesco Di Rienzo

