Tra le montagne dell’alto Molise che toccano le nuvole, esiste un villaggio speciale chiamato Capracotta. Un tempo c’era una capretta di nome Gioia, che rideva sempre. Rideva quando correva nei prati, rideva quando saltava sulle rocce e persino quando cadeva in una pozzanghera!
Un giorno Gioia trovò una collinetta grigia e triste. Gli alberi sbadigliavano, i fiori non volevano sbocciare e persino il vento sembrava annoiato. Allora la capretta ebbe un’idea. Salì sulla cima più alta e fece il salto più buffo del mondo: una capriola, due piroette e un enorme “MEEE-HAHAHA!”. La sua risata rimbalzò di monte in monte, attraversò boschi e sentieri, sfiorò le case di Capracotta e si sparse per tutto il paese.
Accadde allora una magia. I bambini iniziarono a ridere. Gli anziani tornarono a raccontare storie. I viandanti si fermarono ad ammirare il panorama. E perfino la nuvola grigia si trasformò in una soffice pecora bianca che navigò felice nel cielo.
Si racconta che il paese mantenne il nome di Capracotta per i grandi ma prese quello di “Capragioconda” per i più piccini e per chiunque conservi un po’ di fantasia nel cuore.
Da allora, chi arriva a Capracotta/Capragioconda con il broncio riparte sempre con una risata nel cuore. Forse è merito dell’aria buona, delle montagne, della neve, degli amici che si incontrano per strada. Oppure, più semplicemente, della capretta Gioia che continua a saltare tra le nuvole, facendo ridere il mondo con il suo allegro:
“MEEE-HAHAHA!”.
Una storia inventata dalla piccola Antonia, che crede ancora che la fantasia possa cambiare il mondo. E noi con lei.

