Elly Schlein parla di aree interne a Capracotta, Paglione: “La montagna è una grande opportunità, non un problema”

Da sinistra: Ovidio Bontempo, Elly Schlein, Candido Paglione

Una piazza gremita e una partecipazione che ha superato i confini del territorio hanno fatto da cornice all’incontro dedicato al futuro delle aree interne e montane, che ha visto ieri sera in piazza Falconi a Capracotta la presenza della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Un appuntamento che, secondo il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, rappresenta “una di quelle pagine che resteranno nella memoria della nostra comunità”.

Il primo cittadino ha espresso il proprio ringraziamento a Elly Schlein e al Partito Democratico, a livello regionale e nazionale, per aver scelto Capracotta come sede di un confronto su un tema che “riguarda il futuro dell’Italia” e milioni di cittadini che vivono nei territori interni, troppo spesso esclusi dalle priorità dell’agenda politica.

Al centro dell’iniziativa, la proposta di legge sulle aree interne presentata dal gruppo parlamentare del Partito Democratico, definita da Paglione “un segnale importante” perché riporta al centro del dibattito nazionale territori che per anni sono stati considerati marginali.

Nel suo intervento, il sindaco ha ribadito una convinzione che sostiene da tempo: “La montagna non è un problema da gestire, né un vuoto da riempire. È una delle più grandi opportunità del nostro Paese”. Un’affermazione che si accompagna alla richiesta di garantire ai cittadini delle aree montane gli stessi diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione, indipendentemente dal numero degli abitanti. “I diritti non si contano con il pallottoliere”, ha sottolineato, denunciando come proprio il criterio demografico abbia spesso giustificato la progressiva riduzione dei servizi essenziali, a partire dalla sanità.

Paglione ha ricordato il ruolo strategico svolto dalle montagne italiane, che ogni giorno producono beni indispensabili per l’intero Paese, dall’acqua alla tutela delle foreste, dalla biodiversità ai servizi ecosistemici. Per questo, ha sostenuto, è necessario garantire infrastrutture moderne, servizi efficienti, una sanità di prossimità realmente efficace e una fiscalità di vantaggio capace di compensare i maggiori costi e i disagi legati alla vita nelle aree montane. “Non chiediamo privilegi. Chiediamo equità”, ha affermato.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dello spopolamento. Per il sindaco, il progressivo abbandono dei piccoli comuni non rappresenta una fatalità, ma “il risultato di precise scelte politiche”. Ogni residente che lascia un borgo montano, ha osservato, non impoverisce soltanto la propria comunità, ma priva l’intero Paese di un presidio fondamentale per la tutela del territorio. Da qui il richiamo al “diritto a restare”, inteso come diritto al futuro, affinché partire sia sempre una libera scelta e mai una necessità imposta dalla mancanza di opportunità.

Nel richiamare l’articolo 3 della Costituzione sul principio di uguaglianza sostanziale, Paglione ha citato anche don Lorenzo Milani: “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”, parole che, a suo giudizio, descrivono efficacemente la condizione vissuta ancora oggi dalle comunità delle aree interne.

In conclusione, il sindaco ha affidato a un’immagine significativa la condizione degli amministratori dei piccoli comuni: “Troppo spesso noi sindaci delle aree interne ci ritroviamo a fare i primari di rianimazione, impegnati ogni giorno a difendere servizi e diritti, quando invece dovremmo poter dedicare tutte le nostre energie a costruire il futuro delle nostre comunità”.

Da qui il giudizio positivo sulla proposta di legge del Partito Democratico, considerata uno strumento capace di riportare attenzione sulle aree interne e di contrapporsi a una visione che assegna ai piccoli comuni soltanto una “fine dignitosa”.

“Noi non ci rassegniamo – ha concluso Paglione –. Crediamo che la montagna abbia ancora una grande storia da scrivere. E siamo pronti a scriverla”.