“Settembre, andiamo. È tempo d’emigrare. Ora in terra d’Abruzzo, i miei pastori lasciano gli stazzi e vanno verso il mare, scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti…”. Melodiosi versi del canto composto sulla transumanza nel 1902, “I Pastori”, da Gabriele D’Annunzio, ai quali fa duro riscontro la ricorrente serie di stenti, […]
Il riparo dei pastori. Foto: Nicola Di Stefano (2020) Come ho sempre riconosciuto, è stato provvidenziale il tentativo di evocare i miei ricordi cercando, in qualche modo, di riattualizzarne l’esperienza per mezzo del racconto scritto; e facendo pure il tentativo di esorcizzare o almeno di mitigare la malinconia il cui assalto, com’era prevedibile, è andato […]
Il principio del mese di settembre ci riporta alla mente la celebre lirica “I pastori” (a volta indicata come “I pastori d’Abruzzo) di Gabriele D’Annunzio. La poesia fa parte dell’ultima sezione dell’Alcyone, una raccolta pubblicata a Milano da Treves nel 1903. In questo componimento, l’autore vuole dimostrare tutto il suo amore verso la terra natia […]
Foto: Sebastiano Falcone “I miei pastori vanno pel tratturo antico al piano” scrive D’Annunzio facendo riferimento alla via naturale formata nel Tavoliere delle Puglie dai grandi armenti che scendevano lì per il pascolo dall’Abruzzo. Molti autori capracottesi hanno parlato della nostra transumanza a causa della quale i pastori con le loro greggi raggiungevano la Puglia […]




