Letteratura capracottese: Descrittione di tutta Italia (Giaccarelli, Bologna 1550) di Leandro Alberti

Poscia sopra detto monte, appareno queste Castella Bomia, Colmezzo, Transrivo, monte Ferrando, et Pietra Ferracina. Salendo alla Fontana del detto fiume, scopresi sopra Pietra Ferracina, il Castello di Pilo, et poi la Citta di Bucello, et Pescolo di Penataro, Sant’Angelo di Pescoli con il Castello di Giudice molto nominato per la memoria di Giacomo Caldora valoroso Capitano Signore di esso delle cui eccellenti opere lungamente ne scrive Biondo nel ventesimosettimo libro dell’historie et Sabellico et il Corio. Nacque tanto huomo quivi, et con le sue gloriose opere lo fece molto nominare. Piegandosi alla finestra nell’arduo, et difficile monte appare Capracotta Castello et scendendo alla bassa Valle, vicino al Monte Maiella, vedesi il nobile Castello di Agnone che tiene il primato sopra gli altri Castelli di questi paesi. Vuole Biondo che questo sia l’antica Citta d’Acquilonia, cosi detta da gli antichi, de la quale scrive Livio nel decimo libro che L. Papirio Console condusse l’esercito ad Acquilonia, et quivi fece con grande cerimonie giurare fedeltà à li soldati Saniti, de li quali furno scelti sedici millia da lui, et nominati Lintheati. Vedese poi San Pietro di Avellana. Sono poscia altri Castelli vicini al Sargo, de li quali ne Peligni farò mentione.

Leandro Alberti,

“Abruzzo duodecima regione” in “Descrittione di tutta Italia”,

Giaccarelli, Bologna 1550