Vallesorda: tra i colori dell’autunno, il silenzio del bosco e il fascino della storia

Un suggestivo scenario autunnale accompagna il percorso della Strada Provinciale 87, nel tratto che attraversa il bosco di Vallesorda in direzione di Capracotta. Qui, tra fitti alberi dalle sfumature gialle e dorate, la strada si snoda attraverso uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Molise, offrendo scorci di particolare bellezza e un’atmosfera dominata dalla quiete della natura.

Ma Vallesorda non rappresenta soltanto un luogo di interesse paesaggistico. Il suo nome è profondamente legato alla storia medievale del territorio e compare in una delle più antiche testimonianze documentarie riguardanti Capracotta. Le prime testimonianze risalgono al 1040, quando Vallesorda viene citata nell’atto di donazione con cui Gualterio Borrello, signore di Agnone e Capracotta, trasferì alcuni possedimenti al monastero benedettino di San Pietro Avellana. Il documento riveste un’importanza storica particolare, poiché costituisce la più antica fonte scritta conosciuta nella quale compare il nome di Capracotta.

Secondo alcune interpretazioni, il toponimo Vallesorda deriverebbe dall’unione dei termini latini Vallis, ossia valle, e Surda, con il significato di muta, cupa o silenziosa. Un’espressione che richiamerebbe una valle priva di eco, appartata e nascosta nella parte più interna del Monte Capraro. Un ulteriore elemento di interesse storico è rappresentato dalla presenza dello stesso toponimo in altre regioni italiane, tra cui Lombardia, Toscana, Trentino e Veneto, territori che, come Capracotta, conobbero la dominazione e l’insediamento dei Longobardi durante il Medioevo. Una coincidenza geografica e linguistica che offre interessanti spunti di riflessione sulle antiche vicende del territorio.

Oggi Vallesorda continua a custodire il fascino di un paesaggio in cui natura e memoria storica convivono. Soprattutto in autunno, quando il bosco si accende di colori caldi e la luce filtra tra le chiome degli alberi, questo tratto della provinciale 87 diventa una delle espressioni più suggestive del patrimonio ambientale che circonda Capracotta.

Un luogo apparentemente silenzioso, ma capace di raccontare quasi mille anni di storia.