Lettere all’Alto Molise: la Bibbia Sannita

Premessa

Sono tantissimi anni che scrivo articoli e avanzo proposte per Agnone e per l’Alto Molise. Mi sono adesso convinto che il metodo dell’articolo possa essere sostituito da lettere indirizzate agli Altomolisani. Così, da oggi in poi, tentando un altro approccio, mi rivolgo più direttamente a ciascun abitante dell’Alto Molise e dintorni, sperando di parlare anche al cuore oltre che alla mente. Infatti, si sa, le lettere puntano al cuore, cercando di essere più confidenziali e suadenti. Spero che tali lettere siano gradite e che possano sortire effetti ed affetti utili a magnificare nei fatti queste montagne, questo territorio così tanto bisognoso di un rilancio tale da trattenere il più possibile le giovani generazioni e tale da significare molto nel contesto nazionale e della globalizzazione.

Lettera agli Altomolisani: la Bibbia Sannita

Cari Altomolisani,

ogni popolo della Terra ha una propria Bibbia, ovvero i primi racconti della e sulla propria stirpe, per spiegarsi la “genesi” del mondo, la nascita del bene e del male, le prime leggi e via dicendo. Più o meno si somigliano tutti i primi scritti, le prime memorie, le “bibbie” dei vari popoli. Pare che ci sia pure quella che potremmo definire la “Bibbia Sannita” secondo cui il primo uomo e la prima donna siano stati creati dal Dio sannita in un altro pianeta molto simile all’Eden, al Paradiso Terrestre del popolo ebreo. Nella “Bibbia Sannita” è andata persa però la pagina del “peccato originale” che ha poi indotto (per “malorgoglio”) l’impulsivo Dio sannita, come quello troppo iroso ebraico, a cacciare dall’Eden il primo uomo e la prima donna, che per comodità chiameremo Adamo ed Eva. Ma al Dio sannita, immediatamente pentitosi, dispiacque tanto privarsi così malamente delle sue creature, perciò non volle mandare Adamo ed Eva nella dolorosa Valle di Lacrime. E, per non farli soffrire troppo, scelse un luogo che potesse somigliare all’Eden divino. Scelse il variegato e lussureggiante territorio che oggi chiamiamo “Alto Molise”. Adamo ed Eva “atterrarono” sui soffici prati di quella amenissima radura che oggi chiamiamo Staffoli. E da qualche parte ci devono essere ancora le orme dei piedi della prima coppia esiliati in questo nostro mondo.

Adamo ed Eva
Adamo ed Eva

 A Staffoli ebbero quattro figli, due maschi e due femmine che chiamarono Autunno, Inverno, Primavera ed Estate. Nacquero così le quattro stagioni. Prima di percorrere le vastissime vie del nostro pianeta, l’Autunno volle andare nei boschi della foresta che oggi costituisce la Mab (Man and Biosphere), cioè la zona tra Pietrabbondante, Pescolanciano, Carovilli, Vastogirardi, San Pietro Avellana e dintorni. L’Inverno venne attirato dalle cime di Capracotta e di Pescopennataro. La Primavera, fin da bambina, aveva un comportamento vivace, allegro, inquieto e creativo e non volle un posto preciso dove abitare, preferendo liberamente scorazzare e bellamente danzare per le alte valli, i poggi, le colline e le montagne. L’Estate prese per sé le fondovalli come quelle del Trigno, del Verrino, del Sangro, del Verde. L’Alto Molise fu così l’ombelico del mondo.

 L’attuale Alto Molise come potrebbe valorizzare turisticamente questo mitico racconto della “Bibbia Sannita”?… A mio parere, possiamo trovare la risposta nello stesso svolgimento del racconto biblico-sannita. Ad esempio, a Staffoli potrebbero esserci le orme, la casa e le statue di Adamo ed Eva a grandezza naturale? Dislocate nel territorio ci potrebbero essere le case delle quattro stagioni: l’Autunno a Collemeluccio e a Montedimezzo?… l’Inverno a Prato Gentile e/o là dove adesso c’è il Parco attrezzato Abete Bianco?… la Primavera essendo una “girandolona” potrebbe avere più di una casa … così pure l’Estate. L’Alto Molise stesso potrebbe nominarsi “Eden Molise”. E con il marchio “Eden Molise” potrebbero essere caratterizzati e lanciati sul mercato i prodotti di questo “paradiso”.

 L’Alto Molise – Eden Molise, dunque, come Casa di Adamo ed Eva, come casa delle Stagioni?!… Con un utile slogan: “Altomolise (o Eden Molise) là dove ci sono ancora le 4 stagioni”.  Infatti dovrebbe passare il messaggio che “in Alto Molise – Eden Molise le stagioni ci sono sempre anche se in altre zone non ci sono più tutte e quattro insieme”. E su queste 4 stagioni andrebbe modellato un turismo tutto l’anno, diversificato per sfumature climatiche e gastronomiche (come accennavo nella prima lettera del 21 ottobre 2015). Le 4 stagioni possono essere, quindi, un “contenitore” adattabile alla fantasia, alle possibilità e alle esigenze delle varie comunità e/o delle varie aziende le quali intendano utilizzare questi aspetti promozionali, che andrebbero però auspicabilmente coordinati da un’unica regia territoriale (ad esempio,  il principale o unico marchio “Eden Molise” di marketing territoriale). Personalmente resto sempre a disposizione di chi ritiene che io possa contribuire alla migliore riuscita delle iniziative imbastite sul paradigma delle 4 stagioni primigenie altomolisane, ma anche sulla valorizzazione dello “atterraggio” di Adamo ed Eva a Staffoli.

Grazie e cordialità,

Domenico Lanciano