Molise, 19 milioni sottratti alle Aree interne. Paglione: «Un Robin Hood al contrario»

Oltre 19 milioni di euro destinati alle Aree interne del Molise che potrebbero essere dirottati verso altre finalità, in particolare per finanziare l’intervento relativo alla Zona Franca Doganale di Termoli. Una prospettiva che suscita forte preoccupazione tra i Comuni montani e provoca la dura presa di posizione di Candido Paglione, sindaco di Capracotta e presidente di UNCEM Molise, intervenuto alla riunione del Comitato di Sorveglianza del PR Molise 2021-2027, svoltasi ieri al Castello Pignatelli di Monteroduni.

Al centro della discussione, la riprogrammazione di 19,084 milioni di euro inizialmente destinati alle Strategie Territoriali delle Aree interne, risorse sulle quali le amministrazioni locali avevano costruito, attraverso un lungo percorso di concertazione, progetti e interventi per contrastare lo spopolamento e migliorare i servizi.

«Abbiamo preso atto di una decisione senza che ci fosse un reale confronto sull’opportunità di sottrarre proprio alle Aree interne risorse già programmate, frutto di un lungo e impegnativo lavoro condiviso tra Comuni e territori», sottolinea Paglione.

La preoccupazione principale riguarda l’assenza di garanzie precise sui finanziamenti sostitutivi e sui tempi necessari per rendere operative le strategie già definite. «Non abbiamo certezze sulle risorse alternative che dovrebbero sostituire quelle sottratte, né sui tempi necessari per rendere operative le strategie territoriali- aggiunge Paglione-. Le rassicurazioni ascoltate a Monteroduni non sono sufficienti. Senza indicazioni chiare, per i Comuni resteranno soltanto l’incertezza e il rischio di vedere rinviati interventi attesi da tempo».

Per il presidente di UNCEM Molise, la questione va ben oltre una semplice rimodulazione finanziaria. In gioco ci sono le prospettive di sviluppo di territori già duramente segnati dal declino demografico e dalla progressiva perdita di servizi e opportunità: «Dietro quei 19 milioni non ci sono semplici cifre su un bilancio. Ci sono progetti, aspettative, impegni e il futuro di comunità che da anni lottano contro lo spopolamento. C’è soprattutto un grande lavoro di squadra realizzato negli ultimi anni attraverso il dialogo tra amministrazioni, un lavoro che oggi rischia di essere vanificato».

Da qui la critica più netta a una scelta che, secondo Paglione, rischia di scaricare ancora una volta sui territori più deboli il peso delle nuove priorità regionali: «Le Aree interne sono un asse strategico della politica di coesione regionale, non una riserva dalla quale attingere ogni volta che emergono altre priorità. È difficile non vedere in questa operazione una sorta di Robin Hood al contrario: togliere ai territori più deboli per destinare risorse altrove».

Parole che esprimono anche l’amarezza per quella che viene percepita come una scarsa attenzione alle difficoltà quotidiane delle comunità montane: «La nostra amarezza nasce anche dalla sensazione che non si comprenda fino in fondo la precarietà demografica, sociale e istituzionale delle nostre comunità. Territori che avrebbero bisogno di certezze, continuità e investimenti, non di nuove attese».

Il presidente di UNCEM Molise chiede quindi alla Regione impegni verificabili, con l’individuazione delle risorse alternative e un cronoprogramma preciso che consenta ai Comuni di portare avanti gli interventi programmati: «Lo sviluppo di una regione non può essere costruito sacrificando le comunità più fragili. La coesione territoriale si dimostra con i fatti, garantendo che nessun territorio venga lasciato indietro. Chiediamo chiarezza, garanzie concrete e tempi certi. Le risorse destinate alle Aree interne devono tradursi in opportunità reali per i cittadini e per i Comuni che rappresentano. Perché non si può continuare a fare cassa sempre a danno degli stessi territori».