Valerio e le sue capre salutano i pascoli di Capracotta

Foto: Carmine Ciolfi

Con l’arrivo dell’autunno, si rinnova uno dei riti più antichi e suggestivi della nostra terra. Oggi, 23 ottobre 2026, Valerio Berardo ha lasciato Capracotta con le sue capre per fare ritorno a Duronia, ripercorrendo gli antichi tracciati della transumanza che, da secoli, collegano i pascoli dell’Alto Molise alle terre più basse.

Si conclude così una stagione iniziata lo scorso 14 maggio, quando Valerio, partito dalla località Vigne Vecchie di Duronia, aveva intrapreso il cammino verso Capracotta, accompagnato dall’associazione culturale APS La Terra. Dopo tre giorni di viaggio, il 16 maggio, aveva raggiunto i pascoli di montagna, dove le sue capre hanno trascorso l’intera estate.

Ora, con le giornate che si accorciano e le temperature che cominciano a scendere, è arrivato il momento di riprendere la strada di casa. Il viaggio di ritorno si snoda lungo alcuni segmenti degli storici tratturi Castel di Sangro-Lucera e Celano-Foggia, seguendo percorsi che custodiscono secoli di storia pastorale.

Quella di Valerio è una vicenda che merita di essere raccontata. Dopo diverse esperienze lavorative in Italia e all’estero, ha scelto di tornare nel suo paese d’origine, Duronia, per dedicarsi all’allevamento e recuperare una pratica che rischiava di scomparire. Una decisione coraggiosa, nata dal desiderio di costruire il proprio futuro senza rinunciare alle radici.

Dal maggio 2021, anno della sua prima transumanza a piedi verso Capracotta, questo viaggio è diventato un appuntamento che si rinnova a ogni cambio di stagione, grazie anche all’impegno dell’associazione culturale La Terra, che accompagna e sostiene l’iniziativa.

Ma la transumanza di Valerio non è soltanto il trasferimento di un gregge da un pascolo all’altro. È il racconto di un giovane che ha scelto di restare legato alla propria terra, di custodirne le tradizioni e di dimostrare che anche gli antichi mestieri possono avere un futuro.

Oggi, mentre Valerio e le sue capre si allontanano da Capracotta, lungo i tratturi torna a risuonare il passo lento degli animali, lo stesso che per generazioni ha scandito la vita dei pastori molisani.

È un’immagine che sa di passato, ma che parla soprattutto di futuro. Perché ogni volta che un pastore ripercorre questi sentieri, un pezzo della nostra storia continua a vivere.

Buon cammino, Valerio! Capracotta ti saluta e ti aspetta alla prossima primavera.