La vetta di Monte Campo. Foto: Pierino Di Tella
Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per abbracciare il mondo con lo sguardo. Monte Campo, con i suoi 1.746 metri sul livello del mare, è uno di questi.
È la montagna più alta dell’Alto Molise e rappresenta uno dei punti panoramici più straordinari del nostro territorio. Dalla sua vetta, dominata da una grande croce di ferro, lo sguardo può spaziare liberamente a 360 gradi, abbracciando le montagne abruzzesi, le Mainarde, il massiccio del Matese, le valli del Sangro e del Trigno, fino a raggiungere, nelle giornate più limpide, il Mare Adriatico e le Isole Tremiti.
Ma Monte Campo non è soltanto un eccezionale punto di osservazione. È anche un imponente ammasso di roccia calcarea pura, di origine sedimentaria marina, testimonianza di un lontanissimo passato geologico in cui i materiali che oggi costituiscono la montagna si depositavano in antichi ambienti marini.
Nel corso di milioni di anni, l’azione degli agenti atmosferici e delle acque ha modellato profondamente questa massa calcarea. La roccia, particolarmente soggetta ai fenomeni di erosione e carsismo, ha dato origine a un paesaggio aspro e suggestivo, caratterizzato da profonde fenditure che solcano il terreno roccioso, come quelle presenti in località Guado Spaccato, e da estese pietraie che affiorano tra i boschi. Qui la roccia nuda si alterna alla vegetazione, creando un ambiente di grande fascino, nel quale la forza dei processi naturali è ancora chiaramente leggibile nelle forme del paesaggio.
Ma da dove deriva il nome Monte Campo? Una possibile interpretazione ci riporta al latino campus, termine che indicava un terreno pianeggiante o uno spazio aperto e che, in senso figurato, può richiamare anche l’immagine di una «scena» o di un «teatro» naturale. Un significato che sembra adattarsi perfettamente alla particolare conformazione di questa montagna, isolata rispetto ai rilievi circostanti e caratterizzata da una posizione geografica privilegiata, che offre una visuale eccezionalmente ampia in ogni direzione.
Monte Campo potrebbe dunque essere interpretato, in senso evocativo, come la montagna dallo «sguardo aperto», una straordinaria terrazza naturale sospesa sull’Appennino, dove la roccia racconta una storia geologica antichissima e dalla quale il paesaggio si dispiega come un immenso teatro a cielo aperto.

