Nel pomeriggio di ieri, Capracotta ha ospitato un evento di rilievo nazionale dedicato alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche regionali. L’Accademia Italiana della Cucina ha scelto il paese altomolisano per celebrare il tema annuale “Gli arrosti, i bolliti e le carni in umido nella cucina della tradizione regionale”, confermando ancora una volta il legame profondo tra il territorio e la cultura alimentare italiana.
Un’occasione di confronto e riflessione che il sindaco Candido Paglione, medico veterinario di professione, ha vissuto con particolare partecipazione: «Capracotta è una comunità che vive ancora in simbiosi con la montagna, l’allevamento, la trasformazione dei prodotti e la cultura gastronomica che nasce dalla terra. Parliamo spesso di sostenibilità, ma da noi questo concetto ha radici molto concrete: significa rispetto dei cicli naturali, allevamento responsabile, qualità del cibo e tutela del nostro patrimonio immateriale».
Durante l’incontro, gli interventi del prof. Giampaolo Colavita e del dott. Addolorato Ruberto hanno arricchito il dibattito, mettendo in luce come la carne, soprattutto quella prodotta nei territori interni, rappresenti una filiera di valore sociale, culturale e sanitario, inteso anche come garanzia di sicurezza alimentare.
Il momento più emozionante della giornata è stato la consegna del Premio “Massimo Alberini” al Caseificio Pallotta, riconosciuto come esempio virtuoso di impresa capace di coniugare tradizione, rigore e qualità.
La serata si è poi conclusa con la Cena Ecumenica presso il ristorante Elfo, un appuntamento che il sindaco ha definito «non solo una bella esperienza gastronomica, ma un autentico gesto di comunità, di identità condivisa e di orgoglio locale».
Paglione ha infine espresso gratitudine verso l’avvocato Anna Scafati e la Delegazione di Isernia dell’Accademia Italiana della Cucina per aver scelto Capracotta come sede dell’evento: «È un segnale forte: i piccoli comuni come il nostro non sono margini, ma cuori pulsanti di un nuovo modo di intendere la qualità della vita e la cultura alimentare italiana. Ed è anche da qui che dobbiamo continuare a costruire il futuro».
Con questo appuntamento, Capracotta conferma la propria vocazione a essere laboratorio di sostenibilità, tradizione e innovazione gastronomica, testimoniando come nei Comuni dell’Appennino molisano la qualità della vita e la cultura del cibo restino valori autentici e condivisi.

