La fiaccola olimpica passa da Castel del Monte con Costantino Giuliano

Il capracottese Costantino Giuliano, 83 anni, è stato ieri tra i protagonisti del viaggio della fiaccola olimpica verso i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, portandola nello scenario senza tempo di Castel del Monte. Un luogo simbolo, fatto costruire nel XIII secolo dall’imperatore Federico II, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1996 e raffigurato sulla moneta italiana da 1 centesimo di euro.

Giuliano è uno dei soli 10.000 tedofori selezionati tra oltre 150.000 candidati: un riconoscimento che premia non solo il gesto atletico, ma soprattutto una vita interamente dedicata allo sport, alla partecipazione e allo spirito di comunità. Lo sport, infatti, è stato il filo conduttore della sua esistenza. Ha corso maratone e mezze maratone in Italia e all’estero, partecipando anche al 6° World Master Athletics Championships, e ha affrontato la storica Marcialonga di sci nordico, 70 chilometri che mettono alla prova resistenza e determinazione.

Nel corso degli anni è stato presidente della società “Atletica Molise Amatori” di Campobasso e presidente regionale dell’Unione Veterani dello Sport – Sezione “P. Maschio”, ruoli attraverso i quali ha promosso l’attività sportiva come strumento di crescita personale e sociale. Dal 1991 al 2010 ha inoltre organizzato il tratto molisano della Peace Run, la staffetta podistica internazionale non competitiva che affida a una fiaccola il messaggio universale di pace e unità tra i popoli. Nel 2010 la Peace Run fece tappa anche a Capracotta, rafforzando il legame tra Giuliano e la sua terra.

Tra i ricordi più emozionanti della sua lunga esperienza sportiva, Costantino conserva anche l’onore di aver portato la fiaccola olimpica ai Giochi Invernali di Torino 2006, un cerchio che oggi si chiude idealmente con Milano-Cortina. Viaggiatore instancabile, ha attraversato gran parte dell’Europa, ma il cammino che più lo rappresenta resta il Cammino di Santiago: 800 chilometri percorsi in solitaria, da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago de Compostela, come esperienza di ricerca interiore oltre che fisica.

Alla sua attività sportiva e umana si affianca anche l’impegno europeo, grazie alla collaborazione con la Commissione Europea nel progetto “European Citizens on Learning Mobility”. Una storia che continua a ispirare anche in famiglia: lo scorso 7 dicembre, infatti, il figlio Romeo ha portato la fiaccola olimpica nella cornice di Villa d’Este.