I dieci comandamenti della restanza molisana

Turisti pugliesi a Civitacampomarano. Foto: Roberto Colella

In un’epoca in cui partire sembra l’unica via, i “dieci comandamenti della restanza molisana”, pubblicati dal giornalista ed esperto di maketing turistico Roberto Colella sui propri canali social, propongono una prospettiva diversa: “restare” come scelta consapevole di rimanere nella propria terra non per rassegnazione ma per costruire, innovare e dare valore a ciò che esiste. Il Molise, così, non è più un luogo vuoto ma diventa uno spazio di possibilità, dove lentezza, comunità e identità diventano risorse. Questi dieci comandamenti offrono una guida per chi decide di costruire futuro partendo dalle proprie radici, trasformando i limiti in opportunità.

I dieci comandamenti della restanza molisana
1. Non avrai altro Dio all’infuori della tua Terra.
Ama le tue radici, ma non trasformarle in una prigione. Restare significa vedere il potenziale dove gli altri vedono solo vuoto.
2. Onora la lentezza.
Non cercare di applicare i ritmi di Milano o Roma a Campobasso o Isernia: ne usciresti sconfitto. Impara a usare la lentezza come uno strumento di precisione.
3. Ricordati di “fare rete”.
In una regione piccola, l’isolamento è il vero nemico. Il terzo comandamento impone di creare connessioni: con l’artigiano vicino, con il giovane che è tornato, con chiunque voglia costruire. In Molise, se cammini da solo arrivi al bar; se cammini insieme arrivi al futuro.
4. Non desiderare la vita degli altri (fuori sede).
Instagram ti mostrerà amici che fanno aperitivi sui grattacieli. Tu avrai l’aria pura del Matese e i cibi che sanno di vero. La loro è una corsa, la tua è una marcia. Non invidiare la loro velocità, goditi la tua profondità.
5. Non uccidere l’entusiasmo altrui.
Niente è più tossico della frase “Tanto qui non cambia mai niente”. Se senti qualcuno dirlo, allontanati. Chi resta ha il dovere morale di essere un portatore sano di soluzioni, non un archivista di lamentele.
6. Santifica il “Lavoro da Remoto”.
Se il lavoro non c’è, portalo tu tramite un cavo in fibra ottica. Il Molise è il paradiso del South-working: costi della vita bassi, qualità dell’aria altissima e la possibilità di lavorare per il mondo intero mentre guardi le colline.
7. Non rubare… l’identità ai borghi.
Se apri un’attività, non copiare i modelli globalizzati. Il turista o il cliente cerca l’autenticità.
8. Non dire falsa testimonianza sul “Vuoto”.
Dicono che in Molise non ci sia nulla. È una bugia. C’è spazio, c’è silenzio, c’è comunità. Il “niente” è un’opportunità di business: dove mancano i servizi, c’è mercato per chi ha voglia di crearli.
9. Onora il Padre e la Madre.
La saggezza degli anziani in Molise è un database di resilienza. Ascolta chi ha vissuto la terra prima di te.
10. Non desiderare la strada facile.
Restare è difficile. Richiede pazienza infinita. Fuori sei un ingranaggio in una macchina perfetta; qui sei il meccanico che deve inventare il pezzo mancante.
Roberto Colella
Appunti “Il Vangelo della Restanza”