Il “filo del ritorno” di Ugo D’Onofrio

Festa della Madonna di Loreto. Foto Paolo Dell’Armi (2008)

Il componimento «Il filo del ritorno» di Ugo D’Onofrio intreccia memoria, emigrazione e devozione, raccontando il legame profondo dei Capracottesi con la propria terra e con la Madonna di Loreto. Nei versi, il ritorno al paese diventa un momento di condivisione e commozione, ma anche il preludio a un nuovo distacco. La poesia ha partecipato al concorso artistico-letterario organizzato dal Comitato per la Festa dell’8 Settembre in memoria di Daniele Di Nucci.

 

Il filo del ritorno

 

Fra monti di neve il vento risuona

della Madonna messaggero che ritorna:

del passo tedesco ricordo di paura

che semina il panico fra la gente d’altura!

 

Da esilio freddo e da terre lontane

i Capracottesi, un tempo senza pane,

tutti uniti e legati in armonia

risalgono insieme per la via.

 

 “Fà o Vergine che sulla strada antica

la tua mano la gente benedica:

non solo un legno ma un’immagine sentita

per quanti hanno lottato per la vita!”.

 

 Son esse mani giunte che sanno di fatica,

son occhi piangenti, preganti ad un’amica:

commozione soltanto ed unico respiro

verso quel volto trasparente del martiro.

 

Ma… I’eco della festa va morendo

pur se nel cuore come fuoco rest’ardendo:

partire di nuovo e salutarsi ancora,

sotto il manto celeste della bella Signora!

Ugo D’Onofrio