Dietro questo scatto si nasconde una storia curiosa, fatta di amicizia, viaggi, affari e di quella straordinaria capacità che Capracotta ha sempre avuto: conquistare il cuore di chi la scopre.
Il protagonista è il signor Mayer, un commerciante svizzero, grossista di preziosi, che per lavoro viaggiava spesso nell’Italia settentrionale agli inizi del Novecento. Tra i suoi amici c’era un capracottese: Giovanni Paglione, console del Touring Club Italiano, grande viaggiatore e appassionato conoscitore dell’Europa. Nei suoi frequenti viaggi, soprattutto in Svezia, Norvegia e Svizzera, Giovanni aveva stretto numerose amicizie.
E chissà quante volte aveva raccontato al suo amico Mayer di quel paese così particolare, arroccato sulla montagna, quasi a strapiombo su una rupe…
Un giorno, incuriosito da quei racconti, Mayer decise di verificare di persona. Insieme alla moglie allungò il suo abituale giro di consegne e, affrontando strade tutt’altro che comode, arrivò finalmente a Capracotta!
Il viaggio aveva anche uno scopo professionale: conoscere due abili gioiellieri e orefici del posto, Michele e Luigi Di Loreto, che abitavano nella zona di San Giovanni.
Ma quello che doveva essere un semplice soggiorno si trasformò in qualcosa di molto più bello. Mayer rimase incantato dai paesaggi, dall’aria salubre, dal clima, dalla genuinità degli abitanti, dalle passeggiate organizzate dall’amico Giovanni e, naturalmente, dalla bontà della cucina capracottese.
Tanto che decise di tornare ancora e ancora! Ai suoi clienti aggiunse stabilmente i due orafi capracottesi e per anni fu ricordato come il turista che arrivava da più lontano.
E c’è un dettaglio che rende questa storia ancora più simpatica: quando non era accompagnato dal poliglotta Giovanni Paglione, il signor Mayer riusciva comunque a comunicare con tutti, parlando un curioso e personalissimo… dialetto tedesco-capracottese!

