La prima Croce di Monte Campo

Era il 16 settembre 1900 quando il vescovo di Trivento, monsignor Carlo Pietropaoli, si inerpicò lungo il sentiero che conduce alla vetta di Monte Campo, alla testa di circa duemila capracottesi.

Quel giorno, sulla montagna che domina Capracotta, venne inaugurata la prima Croce di Monte Campo, realizzata in legno.

Per undici anni la Croce resistette lassù, esposta alle bufere, alla neve e alle violente raffiche di vento dell’Appennino. Poi, nella notte del 17 febbraio 1911, intorno alla mezzanotte, un fulmine la colpì in pieno e la mandò letteralmente in frantumi. I capracottesi, però, non si arresero. Con grande devozione avviarono una nuova raccolta di fondi per restituire alla cima di Monte Campo la sua Croce. Bisognò attendere ancora molti anni: la nuova Croce sarebbe stata innalzata soltanto intorno al 1930.

Monsignor Pietropaoli non riuscì a vederla. Nel 1913 lasciò infatti la diocesi di Trivento. Il 29 aprile di quell’anno papa Pio X lo nominò arcivescovo titolare di Calcide e, poche settimane dopo, il 23 maggio, delegato apostolico in Venezuela. Nel 1915 divenne internunzio apostolico nello stesso Paese, incarico che mantenne fino alle dimissioni del 1918. Morì a Roma nel 1922, colpito da un’improvvisa malattia.

Oggi vogliamo ricordarlo attraverso questa straordinaria immagine, scattata proprio la mattina del 16 settembre 1900 (e qui colorizzata digitalmente), nel giorno dell’inaugurazione della prima Croce di Monte Campo.

A fermare quell’istante, consegnandolo alla memoria di Capracotta, fu l’obiettivo del Cav. Giovanni Paglione, pioniere della fotografia capracottese.

Una fotografia di oltre centovent’anni fa. Un volto, una montagna, una Croce. Un frammento della nostra storia.